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09 Maggio 1999 MacDay 1999
Cronaca di Federico Giacanelli

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Anche quest’anno si è concluso il MacDay, l’immancabile appuntamento primaverile degli utenti Mac frequentatori abituali e non dei vari forum telematici italiani.
Preannunciato dalla consueta sequenza di “banner”, i mail periodici che popolavano le mailing-list Mac, il raduno ha potuto contare in questa sua edizione 1999 su circa 130 presenze ( elenco partecipanti)che hanno animato il grande spazio del MORe, il circolo culturale multimediale di Modena che ospita ogni anno i partecipanti del MacDay.

L’edizione di quest’anno infatti ha portato come novità l’assenza della tradizionale pizzata che, pur appagando gli stomaci dei Mac-fan più “pizzomani”, tendeva a disperdere i partecipanti durante gli spostamenti tra il MORe e la pizzeria e a occupare gran parte della giornata a disposizione per il MacDay vero e proprio. Il MacDay 1999 si è svolto interamente al MORe ed è cominciato quindi con l’arrivo dei primi partecipanti durante la mattinata, accolti all’ingresso dall’infaticabile organizzatore Stefano Stefani che sfoggiava la sua maglietta “MacDay Boss”. Stefano, una volta ricevuta la quota ha consegnato a ognuno una spilla Apple con gli iMac colorati e il badge personalizzato del MacDay, una copia del quale veniva messa in una cassettina per poter partecipare all’estrazione dei gadget di mamma Apple (le magliette “Yum” con gli iMac colorati erano infatti disponibili in numero limitato).
Un’altra novità di questa edizione è stata l’apparente assenza dell’altro organizzatore storico del MacDay, Roberto Ferrara: Stefano era infatti affiancato da altri Mac-fan dotati di maglietta “MacDay Staff” (tra cui il sottoscritto...) per dare indicazioni e cibo ai partecipanti.

Roberto Ferrara era comunque presente al raduno ma dall’altra parte della barricata: è stato infatti “assorbito” nello Staff di Apple Italia facendo sentire i fan ancora più vicini a mamma Apple. Naturalmente il primo segno della metamorfosi è stato il dimostrare la tipica elegante riservatezza Apple sulle cose che contano (progetti futuri, P1, etc.) ed è stato perciò impossibile carpirgli qualsiasi informazione! In compenso Roberto ha portato in dimostrazione una copia di Mac OS X Server che ha provveduto a istallare su un G3 B&W, da noi subito messo alla prova: quattro filmati QuickTime venivano tranquillamente visionati con tanto di audio e fluidità mai vista prima. L’idea di avere un multitasking del genere nelle prossime release del Mac OS mette veramente l’acquolina in bocca

Gli striscioni che adornavano il MORe in questa edizione del MacDay (grazie a Settimio Perlini di MacProf) indicavano anche un’ulteriore novità: all’interno del MacDay 99 si è svolta la prima riunione ufficiale degli scatenati soci del POC, il PowerBook Owners Club.
I Nomadi Informatici hanno fatto le cose in grande: un tavolo tutto per loro in cui troneggiava un hub ethernet, una vera selva di “belve” nere (in maggioranza modelli G3 Wall Street) che venivano attaccate e staccate on-the-fly per comunicare in rete. Se per caso serviva ancora altra pubblicità e visibilità al PowerBook questo è stata la mossa definitiva: possiamo dire che praticamente tutti i presenti hanno avuto voglia di PowerBook (compreso il sottoscritto che ha venduto il suo vecchio PB per comprarsi un Newton 2100...). Inutile dire che sui PowerBook, come su tutti i G3 e gli iMac la facevano da padrone i filmati del nuovo episodio di Guerre Stellari, “Episodio 1 - La Minaccia Fantasma”, realizzati dalla LucasFilm in collaborazione con Apple anche nel nuovo splendido formato QuickTime 4.

In assenza di pizza il pranzo è stato organizzato con un grande buffet, su cui campeggiavano, oltre ai tramezzini, pizzette e tartine, le specialità della zona: il gnocco fritto (quegli oggetti dorati, leggeri e rigonfi) e soprattutto la Tigella, specie di focaccia tonda (poco più piccola di un CD), riempita con salumi o, meglio ancora, con “pesto modenese” (lardo battuto ed erbette). Un vero e proprio rifornimento di colesterolo, cui mancava solo una leggera riscaldatina per raggiungere la perfezione.
Nella tarda mattinata sono arrivati, come di consueto, i rappresentanti di Apple Italia, nelle persone di Enzo Biagini, country manager, Giuseppe Aiello direttore marketing e Michele Baroffio, che si sono mostrati gentili e disponibili come ogni MacDay, anche se subito presi d’assalto da un manipolo di MacFans ansiosi di risposte e da un Daniele Volpi particolarmente vispo (Daniele che tra l'altro ha messo gia' in linea una sua recensione del MacDay). Ovviamente i temi “riservati” come quello dei nuovi portatili non sono stati toccati ma in compenso sono state date molte risposte rassicuranti sulla linea di condotta di Apple durante questo periodo di rinascita e di riconquista del terreno.

Gli iMac hanno avuto e continuano ad avere un successo incredibile e vengono quindi venduti anche in canali non convenzionali rispetto all’anno scorso (ipermercati, negozi di hi-fi, etc.). Proprio per questo Apple ha individuato figure specifiche che vadano a controllare questi canali e a formare il personale tradizionalmente legato al PC, dimostrando una cura della rete di vendita molto maggiore dei tempi precedenti. Ma soprattutto colpisce una cosa: una rinnovata fiducia di Apple in sé stessa, nei suoi fan e, specularmente del popolo Mac verso Apple e verso sé stesso: solo tre anni fa ci si lamentava dell’inaccessibilità del mezzo pubblicitario televisivo e ora festeggiamo il ritorno massiccio di Apple in televisione e sulla carta stampata. La gente sa che esiste iMac e che esiste la Apple dietro e ciò dovrebbe aprire la strada verso la conquista di mercati sempre più professionali che per ora sono appannaggio esclusivo di altre aziende.

E’ nostra personale impressione che questa fase sia forse ancora più cruciale della precedente: gestire i risultati ottenuti, mettendo a segno i colpi giusti e facendo scelte che si rivelino fruttuose a lungo termine è fondamentale per consolidare e allargare la quota di mercato di Apple.
A un anno di distanza dal precedente MacDay risultano infatti più chiare le parole di Enzo Biagini, che ci spiegava come Apple stesse cerando di affermarsi negli standard industriali, come un buon sistema operativo (il Mac OS 8 allora) e QuickTime. A metà 1999 abbiamo QuickTime 4 che sta diventando lo standard multimediale per Internet (e la sinergia con la LucasFilm ne è una prova strabiliante: 10 milioni di download per il trailer di Guerre Stellari al momento in cui scriviamo) e Mac OS 8.6 è arrivato in tempo, portando qualità e stabilità ai nostri Mac. Il passo verso un sistema operativo moderno, con multitasking preemptive, memoria protetta e multiutenza sembra ora veramente breve.
Un’altra nostra impressione è stata che sia maturato anche il rapporto fra i fan e Apple Italia: lasciata un po’ da parte la tifoseria da stadio, i fan sembrano stabilire una comunicazione più diretta e paritaria con Apple, le domande non sono più semplicistiche ma mirate maggiormente a capire le strategie a lungo termine della Mela. Sembra insomma che si stia formando una sorta di “vivaio” a cui fare riferimento per risorse o iniziative specifiche.

Il pomeriggio del MacDay 99, cominciato con il taglio da parte di Enzo Biagini, dell’enorme torta bianca con la mela iridata al centro, è stato coronato dai saluti di rito di Stefano Stefani, Enzo Biagini per Apple Italia e Roberto Ferrara come new entry Apple. Ai discorsi ha fatto seguito l’estrazione delle magliette per pochi fortunati (si segnala la sportività di Biagini che, estratto, ha rimesso in gioco la sua...) e il lancio dell’ultima maglietta rimasta in mezzo alla folla.
Un MacDay entusiasmante anche quest’anno insomma, nonostante qualche problema organizzativo come un collegamento ethernet che ha impedito la trasmissione in realvideo, o le assenze dell’ultimo minuto che hanno provocato un eccesso di cibo preparato. Poco male: è bastato chiedere ai Mac fan più fedeli di “sacrificarsi” e portare a casa diversi vassoi di gnocco fritto e tigelle che sono stati subito incamerati nei bagagliai delle auto!

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