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Anche
questanno si è concluso il MacDay,
limmancabile appuntamento primaverile degli utenti Mac frequentatori
abituali e non dei vari forum telematici italiani.
Preannunciato dalla consueta sequenza di banner, i
mail periodici che popolavano le mailing-list Mac, il raduno
ha potuto contare in questa sua edizione 1999 su circa 130
presenze (
elenco partecipanti)che hanno animato il grande spazio del
MORe, il circolo culturale multimediale di Modena che ospita ogni
anno i partecipanti del MacDay.
Ledizione
di questanno infatti ha portato come novità lassenza
della tradizionale pizzata che, pur appagando gli stomaci dei
Mac-fan più pizzomani, tendeva a disperdere
i partecipanti durante gli spostamenti tra il MORe e la pizzeria
e a occupare gran parte della giornata a disposizione per il MacDay
vero e proprio. Il MacDay 1999 si è svolto interamente
al MORe ed è cominciato quindi con larrivo dei primi
partecipanti durante la mattinata, accolti allingresso dallinfaticabile
organizzatore Stefano Stefani che sfoggiava la
sua maglietta MacDay Boss. Stefano, una volta
ricevuta la quota ha consegnato a ognuno una spilla Apple con
gli iMac colorati e il badge personalizzato del MacDay, una copia
del quale veniva messa in una cassettina per poter partecipare
allestrazione dei gadget di mamma Apple (le
magliette Yum con gli iMac colorati erano infatti
disponibili in numero limitato).
Unaltra novità di questa edizione è stata
lapparente assenza dellaltro organizzatore storico
del MacDay, Roberto Ferrara: Stefano era infatti affiancato da
altri Mac-fan dotati di maglietta MacDay Staff
(tra cui il sottoscritto...) per dare indicazioni e cibo ai partecipanti.
Roberto
Ferrara era comunque presente al raduno ma dallaltra
parte della barricata: è stato infatti assorbito
nello Staff di Apple
Italia facendo sentire i fan ancora più vicini a mamma
Apple. Naturalmente il primo segno della metamorfosi è
stato il dimostrare la tipica elegante riservatezza Apple sulle
cose che contano (progetti futuri, P1, etc.) ed è stato
perciò impossibile carpirgli qualsiasi informazione!
In compenso Roberto ha portato in dimostrazione una copia di Mac
OS X Server che ha provveduto a istallare su un G3 B&W,
da noi subito messo alla prova: quattro filmati QuickTime venivano
tranquillamente visionati con tanto di audio e fluidità
mai vista prima. Lidea di avere un multitasking del genere
nelle prossime release del Mac OS mette veramente lacquolina
in bocca 
Gli
striscioni che adornavano il MORe
in questa edizione del MacDay (grazie a Settimio Perlini
di MacProf)
indicavano anche unulteriore novità: allinterno
del MacDay 99 si è svolta la prima riunione ufficiale degli
scatenati soci del POC, il PowerBook
Owners Club.
I Nomadi Informatici hanno fatto le cose in grande: un tavolo
tutto per loro in cui troneggiava un hub ethernet, una vera selva
di belve nere (in maggioranza modelli G3 Wall Street)
che venivano attaccate e staccate on-the-fly per comunicare in
rete. Se per caso serviva ancora altra pubblicità e visibilità
al PowerBook questo è stata la mossa definitiva: possiamo
dire che praticamente tutti i presenti hanno avuto voglia di PowerBook
(compreso il sottoscritto che ha venduto il suo vecchio PB per
comprarsi un Newton 2100...). Inutile dire che sui PowerBook,
come su tutti i G3 e gli iMac la facevano da padrone i filmati
del nuovo episodio di Guerre Stellari, Episodio 1 - La Minaccia
Fantasma, realizzati dalla LucasFilm in collaborazione con
Apple anche nel nuovo splendido formato QuickTime 4.
In
assenza di pizza il pranzo è stato organizzato con un grande
buffet, su cui campeggiavano, oltre ai tramezzini, pizzette
e tartine, le specialità della zona: il gnocco fritto (quegli
oggetti dorati, leggeri e rigonfi) e soprattutto la Tigella, specie
di focaccia tonda (poco più piccola di un CD), riempita
con salumi o, meglio ancora, con pesto modenese (lardo
battuto ed erbette). Un vero e proprio rifornimento di colesterolo,
cui mancava solo una leggera riscaldatina per raggiungere la perfezione.
Nella tarda mattinata sono arrivati, come di consueto, i rappresentanti
di Apple Italia, nelle persone di Enzo Biagini, country
manager, Giuseppe Aiello direttore marketing e Michele
Baroffio, che si sono mostrati gentili e disponibili come
ogni MacDay, anche se subito presi dassalto da un manipolo
di MacFans ansiosi di risposte e da un Daniele Volpi
particolarmente vispo (Daniele che tra l'altro ha messo gia' in
linea una sua recensione
del MacDay). Ovviamente i temi riservati come
quello dei nuovi portatili non sono stati toccati ma in compenso
sono state date molte risposte rassicuranti sulla linea di condotta
di Apple durante questo periodo di rinascita e di riconquista
del terreno.
Gli
iMac hanno avuto e continuano ad avere un successo incredibile
e vengono quindi venduti anche in canali non convenzionali rispetto
allanno scorso (ipermercati, negozi di hi-fi, etc.). Proprio
per questo Apple ha individuato figure specifiche che vadano a
controllare questi canali e a formare il personale tradizionalmente
legato al PC, dimostrando una cura della rete di vendita molto
maggiore dei tempi precedenti. Ma soprattutto colpisce una cosa:
una rinnovata fiducia di Apple in sé stessa, nei suoi fan
e, specularmente del popolo Mac verso Apple e verso sé
stesso: solo tre anni fa ci si lamentava dellinaccessibilità
del mezzo pubblicitario televisivo e ora festeggiamo il ritorno
massiccio di Apple in televisione e sulla carta stampata. La gente
sa che esiste iMac e che esiste la Apple dietro e ciò dovrebbe
aprire la strada verso la conquista di mercati sempre più
professionali che per ora sono appannaggio esclusivo di altre
aziende.
E
nostra personale impressione che questa fase sia forse ancora
più cruciale della precedente: gestire i risultati ottenuti,
mettendo a segno i colpi giusti e facendo scelte che si rivelino
fruttuose a lungo termine è fondamentale per consolidare
e allargare la quota di mercato di Apple.
A
un anno di distanza dal precedente MacDay risultano infatti più
chiare le parole di Enzo Biagini, che ci spiegava come
Apple stesse cerando di affermarsi negli standard industriali,
come un buon sistema operativo (il Mac OS 8 allora) e QuickTime.
A metà 1999 abbiamo QuickTime 4 che sta diventando lo standard
multimediale per Internet (e la sinergia con la LucasFilm
ne è una prova strabiliante: 10 milioni di download per
il trailer di Guerre Stellari al momento in cui scriviamo) e Mac
OS 8.6 è arrivato in tempo, portando qualità e stabilità
ai nostri Mac. Il passo verso un sistema operativo moderno, con
multitasking preemptive, memoria protetta e multiutenza sembra
ora veramente breve.
Unaltra nostra impressione è stata che sia maturato
anche il rapporto fra i fan e Apple Italia: lasciata un
po da parte la tifoseria da stadio, i fan sembrano stabilire
una comunicazione più diretta e paritaria con Apple, le
domande non sono più semplicistiche ma mirate maggiormente
a capire le strategie a lungo termine della Mela. Sembra insomma
che si stia formando una sorta di vivaio a cui fare
riferimento per risorse o iniziative specifiche.
Il
pomeriggio del MacDay 99, cominciato con il taglio da parte
di Enzo Biagini, dellenorme torta bianca con la mela iridata
al centro, è stato coronato dai saluti di rito di Stefano
Stefani, Enzo Biagini per Apple Italia e Roberto Ferrara come
new entry Apple. Ai discorsi ha fatto seguito lestrazione
delle magliette per pochi fortunati (si segnala la sportività
di Biagini che, estratto, ha rimesso in gioco la sua... )
e il lancio dellultima maglietta rimasta in mezzo alla folla.
Un MacDay entusiasmante anche questanno insomma, nonostante
qualche problema organizzativo come un collegamento ethernet che
ha impedito la trasmissione in realvideo, o le assenze dellultimo
minuto che hanno provocato un eccesso di cibo preparato. Poco
male: è bastato chiedere ai Mac fan più fedeli di
sacrificarsi e portare a casa diversi vassoi di gnocco
fritto e tigelle che sono stati subito incamerati nei bagagliai
delle auto!
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