| Tra
le ultime novità di Feral,
publisher molto attento nella cura e nella localizzazione dei
suoi titoli, troviamo due giochi molto diversi tra loro ma uniti
nell’insegna della strategia e del combattimento intelligente.
Si tratta di ChessMaster
9000, il più completo pacchetto di scacchi
per Mac e Commandos
Battle Pack che riunisce due puntate dell’omonima serie
di giochi di strategia in tempo reale ambientati durante la Seconda
Guerra Mondiale.
Ringraziando Feral
Interactive, che ci ha fornito le copie dei due giochi per
questa prova passiamo subito a parlarvi di scacchi.
Un
nome, una garanzia: ChessMaster è più un marchio
che il titolo di un gioco, estremamente longevo negli anni (risale
all’ormai lontano 1986) con le versioni contraddistinte
da cifre in migliaia per sottolineare gli avanzamenti sostanziali
di ogni edizione.
All’avvio
dovremo creare un nostro profilo di cui ci verrà chiesto
il login ad ogni futuro avvio, durante il quale saremo sfidati
con il puzzle di scacchi del giorno. Una volta fatto il login
ci ritroviamo in una lobby, l’ingresso di ChessMaster che
porta verso le diverse sezioni in cui il gioco è diviso.
In ogni caso all’interno di ogni sezione una bottoniera
sulla sinistra ci permetterà di saltare da una all’altra.
La
sezione principale è la Game Room, il luogo in cui giocare
una partita a scacchi in tutte le sue forme e varianti. Si parte
dalla grafica, con cui è possibile personalizzare la scacchiera
visualizzata nella finestra principale scegliendo fra una miriade
di possibilità tra scacchiere bidimensionali, tridimensionali
complete (si possono ruotare e osservare da ogni angolazione)
e tridimensionali con visione fissa prospettica. I vostri gusti
potranno sbizzarrirsi dagli scacchi tradizionali con tutte le
venature del legno e del marmo, a
eserciti medioevali sopra una torre merlata, cagnolini san bernardo
su un giardino, viti, bulloni e altri pezzi metallici, oppure
scacchiere stilizzate per chi vuole concentrarsi sulla parte più
cerebrale del gioco. La resa grafica è molto buona e si
avvale degli effetti delle schede acceleratrici come bumpmapping,
riflessi e antialiasing.
Si
possono giocare partite fra due giocatori umani o contro il computer
con una fitta serie di opzioni e livelli, sia predefiniti, per
avviare un gioco rapidamente, sia personalizzabili sotto ogni
dettaglio. ChessMaster ci offre numerosi avversari virtuali dotati
di stili di gioco diversi: aggressivo, difensivo, strategico,
etc. Inoltre ogni avversario potrà attingere fra vari libri
di aperture, gli stessi che potremo studiare nelle altre sezioni
del gioco. Sono disponibili i comandi standard per l’avanzamento
delle mosse, la forzatura delle stesse, il rimangiarsele, etc.
Il nostro gioco potrà poi essere aiutato dal Mentor, ovvero
un maestro di scacchi virtuale che analizza il nostro gioco e
ci suggerisce le mosse migliori illustrandoci gli alberi che ne
conseguono. Tutte queste informazioni appaiono su palette flottanti
in stile Aqua che ben si integrano con l’interfaccia Mac
OS X. Naturalmente è possibile personalizzarne quantità
e disposizione.
Se
non siamo ancora in grado di giocare o vogliamo semplicemente
perfezionarci andremo a studiare nella sezione Classroom: una
vera scuola di scacchi a tutti i livelli, dal principiante in
cui vengono spiegati i pezzi e le mosse, all’esperto con
lezioni approfondite di strategia, finali di partita, psicologia
della competizione, analisi di partite famose. Il tutto corredato
da quiz ed esami.
Nella sezione Tournament potremo giocare le partite con punteggio,
cosa non possibile nella Game Room, ovvero quelle partite che
forniscono a noi giocatori un punteggio nella classifica mondiale
degli scacchisti, nonché potremo partecipare ad un torneo.
Trattandosi di partite “serie” non sono attivi gli
aiuti della Game Room: non si può tornare indietro con
le mosse, non riceveremo consigli e gareggeremo contro avversari
dal punteggio preciso. Insomma, un’avventura da intraprendere
solo quando avremo studiato abbastanza.
Per
approfondire i nostri studi potremo frequentare la Library, una
vera e propria biblioteca di 800 partite famose, libri di aperture,
glossario di scacchi e altre informazioni per confrontarsi con
i maestri di scacchi più famosi dall’antichità
ai giorni nostri. Ogni partita, una volta caricata, viene giocata
da ChessMaster mossa dopo mossa con possibilità di analisi,
replay, pausa etc.
La
sezione Kid’s Room è dedicata ai bambini e rappresenta
un ambiente a parte, un piccolo ChessMaster dei piccoli in cui
sono radunate tutte le feature principali delle altre sezioni
con una grafica e delle icone simpatiche e adatte ai bambini:
si possono giocare partite con e senza punteggio, studiare un
corso di scacchi, farsi suggerire le mosse, etc.
La
sezione Database è un archivio di 500.000 partite di scacchi
comprendente le partite di livelli gran maestro del 2001 e 2002.
E’ possibile effettuare ricerche per ogni parametro del
gioco, dai nomi dei giocatori al livello, all’anno, addirittura
è possibile cercare una determinata posizione dei pezzi.
Una volta trovata la partita che ci interessa è possibile
consultare l’albero delle mosse.
Chiude ChessMaster 9000 una immancabile sezione CM Live in cui
sfidare avversari su LAN o su Internet tramite il ben noto servizio
di GameRanger (http://www.gameranger.com/)
ChessMaster 9000 si pone come la summa di tutto quanto uno scacchista
possa desiderare, sia esso alle prime armi che un super esperto
malato cronico di questa disciplina. In un gioco complesso come
gli scacchi infatti la difficoltà maggiore di realizzarne
una versione software è quello di accontentare tutti i
palati: non sembrare troppo facile ai maestri e non scoraggiare
i principianti.
ChessMaster
9000 invece non tradisce queste aspettative e si rivela un ambiente
completo di scacchi anche molto ben integrato nell’interfaccia
di Mac OS X (si può ascoltare iTunes mentre si gioca, iChat
scrive nello stato che stiamo giocando a ChessMaster 9000, lo
stile delle finestre è tutto Aqua), senza essere un puro
porting della versione Windows. Una buona ragione per non accontentarsi
di Chess.app inclusa in Mac OS X. :)
Commandos
è una serie di giochi strategici nota da tempo nella
piattaforma rivale. Gli utenti Mac sono stati finalmente accontentati
con una raccolta della seconda e terza puntata della serie:
Commandos 2: Men of Courage e Commandos 3: Destination Berlin.
La serie di Commandos è l’ideale per chi ama le
ambientazioni della Seconda Guerra Mondiale ma non si trova
a proprio agio fra i fischi di proiettili e le esplosioni di
Medal Of Honor o Call of Duty, dove velocità, istinto
e riflessi fanno da padrone sulla strategia e il ragionamento.
In Commandos dovremo comandare e coordinare una squadra di specialisti
in una sequenza di missioni delicate e dei tipi più diversi:
dal salvataggio al sabotaggio all’eliminazione di nemici
alla demolizione e devastazione. La nostra squadra sarà
composta da elementi altamente specializzati come cecchini,
esperti di mine, spie pronte a impersonare i nemici, etc.
Ogni
missione si apre con un briefing degli obiettivi primari e secondari
che, in Commandos 2 viene spiegata da una voce fuori campo mentre
in Commandos 3 abbiamo l’aiuto di una pagina scritta.
La
partita vera e propria si apre con una vista in assonometria
del campo di azione, rappresentato con una bella grafica a metà
tra il fotorealismo e la resa fumettistica. Il campo è
diviso in maniera invisibile in esagoni lungo i quali si muovono
i personaggi compiendo le azioni che noi richiederemo a colpi
di mouse e scorciatoie da tastiera (decisamente numerose e diverse
tra i due giochi, tanto che Feral ci fornisce una mappa dei
due set di comandi e una modalità in Commandos 3 che
riproduce il layout di Commandos 2 per chi ormai ci ha fatto
l’abitudine).
Nel gioco l’importante è non farsi vedere dai nemici,
tanto che un esiste un comando apposito per evidenziare lo sguardo
e il campo visivo di ogni personaggio avversario. L’altra
cosa importante è non fare rumore costringendo i propri
commandos a camminare o strisciare invece di correre e a sparare
solo se necessario.
Ciò
si traduce nel trovare, per risolvere un livello, la strada
più nascosta per non farsi vedere, gli espedienti più
strani per distrarre le sentinelle (come gettare un pacchetto
di sigarette), l’uso articolato di armi, attrezzi e oggetti.
Insomma, il paradiso degli amanti della pianificazione e della
strategia.
L’interfaccia di gioco tiene sempre visibile il campo
di azione che può essere ruotato a scatti di 90 gradi.
Ai suoi bordi, a seconda della nostra selezione con il mouse,
compariranno i comandi impartibili all’unità selezionata,
il contenuto del suo zaino, il riassunto degli obiettivi.
Le
ambientazioni sono le più varie rese splendidamente dalla
grafica molto curata e dalla musica di ambiente: si va da edifici
cittadini attorniati da alberi e giardini, alla spiaggia con
i cavalli di frisia, stazioni ferroviarie, porti, ambientazioni
notturne, città sotto la neve. Tutti posti che ci faranno
sentire nel mezzo di un classico film di guerra.
Commandos 3 aggiunge a queste viste anche una rappresentazione
in 3D reale delle scene di interni in cui, su sfondo nero vedremo
la sezione di casa o prigione o altro ambiente in cui si svolge
la scena che potrà essere ruotata liberamente. Il gioco
risulta decisamente più chiaro e gestibile in questa
modalità.
Ma
non avremo molto tempo per osservarli: il gioco è di
tipo strategico in tempo reale, ovvero a meno di non mettere
in pausa il gioco stesso, avremo poco tempo per pianificare
e poco tempo per seguire i membri della nostra squadra ai quattro
angoli di una mappa evitando che anche solo uno di essi si faccia
scoprire ed uccidere.
Le
differenze fra Commandos 2 e 3 sono poche nei fondamenti ma
si avvertono nella maturità dell’interfaccia. Il
terzo episodio fa tesoro della difficoltà e di gestione
del primo e aumenta il contenuto di informazioni nell’interfaccia,
gli aiuti e anche il tutorial per imparare a giocare (il primo
livello di Commandos 2 è chiaramente troppo difficile,
per converso). La vista 3D degli interni è effettivamente
utile anche se si nota lo stacco con la visuale tradizionale
degli esterni, e sembra di avere una miglioria a metà.
Infine Commandos 3 si divide in tre campagne distinte e indipendenti
da giocare mentre Commandos 2 ha un’unica lunga linea
di gioco. Entrambi naturalmente offrono la modalità multiplayer.
Commandos
Battle Pack è in definitiva un ottimo titolo strategico
ben confezionato da Feral che è riuscita a unificare
due puntate con caratteristiche leggermente differenti in una
sola. Il manuale spiega chiaramente le differenze e prende per
mano il giocatore neofita che si trovasse in difficoltà
nel giocare l’una o l’altra puntata. Si tratta di
un gioco molto ricco, molto di più di quello che si può
narrare in questa recensione, basti sfogliare lo stesso manuale
per vedere quande pagine sono dedicate all’elenco di armi,
attrezzature, oggetti, azioni e ai profili personali di ogni
personaggio giocante.
Un buon modo per passare le lunghe ore dell’autunno 2005
ormai incominciato.
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