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30 Gennaio 2000 Prova della tavoletta grafica Intuos di Wacom
Prova di Carlo Caselgrandi

La tavoletta grafica è una periferica di Input non molto diffusa. Ciò è dovuto principalmente al fatto che questo tipo di dispositivo ha un prezzo abbastanza elevato, specie se confrontato con un semplice mouse; le tavolette grafiche sarebbero però molto più naturali nel loro utilizzo rispetto al mouse, in special modo quando le si adopera per disegnare. È difatti molto più spontaneo e preciso scrivere o disegnare con la stilo di una tavoletta che con qualsiasi altro tipo di dispositivo, non solo perché fin dall’asilo siamo abituati a questo tipo di approccio, ma anche per una serie di caratteristiche che vengono offerte in più rispetto al mouse.

  Perché una tavoletta grafica

Prima fra tutte, la possibilità di avere un’area piccola come la punta di una penna rende molto più preciso il suo posizionamento; questa caratteristica, abbinata all’altissima risoluzione dell’area sensibile della tavoletta, molto maggiore rispetto a quella garantita dal mouse, rende queste periferiche uniche per la naturalezza con cui si riesce a spostarsi e a tracciare segni sullo schermo.
Le tavolette Wacom Intuos presentano, tra le altre, due proprietà che rendono il loro uso ancora più naturale: la sensibilità alla pressione della punta fino a 1024 livelli e la sensibilità all’inclinazione della penna fino a 60 gradi.
I modelli disponibili sono in 5 dimensioni: A6, A5, A4 regular, A4 oversize, A3; i primi tre sono distribuiti anche con la porta ADB, gli altri due possono avere la porta seriale e, in questa configurazione, necessitano anche di un alimentatore.
L’Intuos A4 regular, esaminata in questa prova, risulta essere quindi il modello intermedio della gamma.

  Prova

Prima di recensire questa tavoletta, ho voluto aspettare l’uscita dei nuovi driver 4.5, per verificare eventuali miglioramenti: questi ci sono stati, ma alcuni problemi col mouse che enuncerò più avanti sono rimasti. Ho notato comunque una maggiore stabilità con tutti i programmi e il sistema operativo. Ora, al cambio di risoluzione, l’area della tavoletta si adatta automaticamente e il mouse è molto più preciso nell’utilizzo con la modalità relativa.

Possedendo un monitor da 21 pollici, avendo la necessità di lavorare con precisione (adopero programmi CAD), avendo bisogno di un’area sensibile sulla tavoletta abbastanza grande, sono stato portato a scegliere questo modello; ho scartato i modelli di dimensioni maggiori non principalmente per il prezzo, ma per altri motivi che spiego qui di seguito.
L’A4 oversize non è un A4 un pò più grande, ma una tavoletta con una base larga come un A4 e con l’altezza che misura circa quanto la base. La penna è settata per lavorare su coordinate assolute (questo parametro lo si può modificare con il posizionamento relativo), il che significa che, dove mi posiziono con la punta sulla tavoletta, li mi trovo col cursore sul monitor. Avendo l’A4 oversize la forma inconsueta di un quadrato, non potevo, a mio parere, avere un feedback naturale col monitor, che è rettangolare. Sono convinto che ci si possa col tempo abituare, ma mi sembrava davvero una cosa anti-ergonomica, specialmente se in un futuro qualcuno dovesse mai comprarsi un monitor 16:9. Qualcuno avrà certamente intuito il mio attuale oggetto del desiderio ;-). A questo si aggiunge l’ingombro in profondità che questa tavoletta avrebbe avuto: praticamente mi sarebbe uscita dal tavolo. Quest’ultima considerazione mi ha fatto scartare anche l’A3 che è veramente enorme! Penso che l’ingombro dell’A3 probabilmente sarebbe risultato scomodo: infatti, tenendo la tavoletta sulla destra a fianco della tastiera, per arrivare nelle zona in alto a destra dello schermo, avrei dovuto allungare il braccio, come l’ispettore Gadget, con un notevole affaticamento.
La tavoletta viene dotata di una penna e un Mouse, chiamati rispettivamente “Intuos Pen” e “Intuos 4D Mouse”; per i modelli A4 Oversize e A3 è disponibile anche una versione CAD, che è dotata dell’“Intuos Lens Cursor” invece che del mouse. È possibile aggiungere alla tavoletta altri 4 strumenti di input: “Intuos Stroke Pen”, dotata di punta flessibile, che permette una maggior naturalezza nel disegno artistico; “Intuos Inking Pen”, che ha la peculiarità di montare mine vere e proprie, per disegnare simultaneamente sia sullo schermo che su un foglio appoggiato alla tavoletta; il già citato “Intuos Lens Cursor”, un mouse ideale per il CAD, che presenta la zona sensibile al centro di una lente posizionata davanti allo stesso; dulcis in fundo ecco l’“Intuos Airbrush” (che mi è stato donato questo Natale dalla mia ragazza!!), di cui parlerò.

  Gli strumenti

Tutti gli strumenti sono dotati di un numero identificativo unico: in questo modo è possibile acquistare più penne anche dello stesso tipo e regolarne la sensibilità in modo differente a seconda dello scopo o di chi le utilizza.
Le tavolette USB ricevono l’alimentazione direttamente dalla relativa porta e non hanno nessun tasto di accensione.
Lo stato della tavoletta lo si può verificare con un Led posizionato in alto al centro: quando è arancione è alimentata, quando diventa verde sta ricevendo impulsi da uno strumento, quando è spento non è alimentata.

Una pellicola di plastica trasparente speciale ricopre l’area sensibile della tavoletta: questa plastica è estremamente resistente e, combinata con la punta delle penne, restituisce la sensazione di disegnare su un foglio di carta. Sotto questa pellicola è possibile inserire, mantenendoli così ben fermi, fogli con immagini da ricalcare. Sempre sotto la pellicola, in alto è presente una striscia con dei campi programmabili con varie scorciatoie e funzioni, comprese la regolazione della sensibilità della punta degli strumenti: questa striscia può essere asportata o sostituita.
Anche i pulsanti degli strumenti sono programmabili con tutte le funzioni immaginabili (solo l’“Intuos Stroke Pen” e l’“Intuos Inking Pen” hanno esclusivamente la punta per disegnare e nessun’altra funzione).
La penna in dotazione presenta un pulsante a bilanciere: di default, quando lo si preme in basso si ha un doppio clic e quando lo si preme in alto riproduce la pressione del tasto control per attivare i menu contestuali.
Della punta della penna è possibile regolare la forza della pressione e l’inclinazione in un modo veramente completo.

Capovolgendo la penna si ha una “gomma”, che permette, di cancellare sia le immagini (coprendole col colore di sfondo), sia il testo che si seleziona con essa.
Per le regolazioni della sensibilità della gomma vale lo stesso discorso fatto per la punta.
L’aerografo ha un’ottima ergonomia: per una migliore presa presenta una zona leggermente rugosa. Possiede una punta e una gomma con le stesse caratteristiche della penna. Differisce per una rotellina con la quale si può dosare la diffusione o la quantità dell’“inchiostro” che fuoriesce dalla punta, con una precisione di 1024 livelli: funziona proprio come un vero aerografo e in più mantiene in memoria anche l’ultima posizione della rotella. Sull’aerografo è presente un unico pulsante programmabile.
Il feedback di questi due strumenti risulta veramente naturale e abituarvisi è facile.
Una strana sensazione, all’inizio, viene data dall’utilizzo del mouse: se ci fate caso, quando ruotate il vostro mouse con la pallina, l’asse orizzontale e verticale ruotano di conseguenza, mentre se lo capovolgete e lo spostate verso il basso, il cursore si sposterà sullo schermo verso l’alto; questo non accade col mouse della Wacom. Qualunque sia la sua orientazione, gli assi rimarranno sempre fissi: anche quando è capovolto e lo sposterete verso il basso il cursore si sposterà lo stesso verso il basso.
Questo è dovuto al fatto che lo spostamento non è interpretato dal mouse, ma dall’area sensibile della tavoletta che vede il mouse come un semplice punto che si sposta su di essa. A causa di questo, inizialmente, non si è precisissimi, ma, come con tutte le cose, ci si fa presto l’abitudine; anzi, probabilmente, per chi non ha mai utilizzato un mouse, potrebbe risultare più naturale questo approccio.

Il mouse presenta 5 pulsanti e una rotella laterale completamente programmabili: si può anche decidere di utilizzarlo solo per impartire comandi con i pulsanti senza che possa muovere il cursore sullo schermo.
Le sue possibili funzioni sono numerosissime e ci vorrebbe un piccolo manuale per descriverle, quindi parlerò solo della sua ergonomia e dei suoi difetti. È possibile regolare il mouse per l’uso con la mano sinistra o destra, modificandone l’inclinazione laterale; tuttavia ho trovato scomoda la posizione dei tasti posteriori: bisogna fare attenzione a non premerli inavvertitamente. Però il vero difetto del mouse sta nella rotella laterale, non per la sua accessibilità, ma per il suo “funzionamento”.

Difatti lo scorrimento che essa si propone di offrire funziona correttamente solo con pochi software; per il resto o non funziona, o funziona a scatti, o attiva tutt’altre funzionalità del software (tipo pressione di pulsanti, salti di campo, ecc…) e ogni tanto provoca anche blocchi del programma. Il problema permane anche con la versione 4.5 dei driver. Speriamo che con le prossime versioni venga corretto questo noiosissimo inconveniente: che senso ha un mouse con la rotella se questa funziona raramente e può anche creare problemi? Tutti gli strumenti funzionano senza cavi né batterie e nei due mouse non è presente la pallina. Le uniche manutenzioni necessarie sono la sostituzione delle punte delle penne (fornite in quantità nella confezione) dopo un anno o anche più mentre la pellicola che ricopre l’area sensibile (ordinabile come ricambio) può avere una durata pluriennale!! Questo mi è stato riferito da un mio amico che le tavolette della Wacom le usa appunto da quasi dieci anni.

Sono dunque prodotti eccezionali con una qualità difficile da riscontrare nel mondo informatico: forse solo Apple riesce a raggiungere questi standard di qualità, basta pensare a quei vecchi Plus, IIci, LC… che (ormai molto raramente, ma solo per motivi di prestazioni ormai inadeguate) si possono vedere in giro a fare ancora il loro dovere.



  Software

Il software fornito per la gestione della tavoletta ha una completezza che non lascia spazio a suggerimenti: molte delle sue funzioni probabilmente non le utilizzerete mai!
La sua configurazione risulta intuitiva: ha una completissima guida in linea e un manuale chiarissimo, solo in formato elettronico, entrambi in PDF. Sono presenti anche gli aiuti a “fumetto” tipici del MacOS. Come ciliegina sulla torta, il tutto è localizzato anche in italiano.
Tuttavia anche in questo idillio di buon software si presenta come una metastasi l’ormai nota “sindrome dell’estensione”:
Nelle vecchie, tavolette era presente un pannello di controllo e un’estensione, mentre con questa nuova generazione le estensioni sono diventate addirittura otto!! Per una sola periferica!!

Sviluppatore onnipotente, concedi a noi fedeli utenti Mac, (che possediamo più di una periferica), un mondo dove gli init siano unici e indivisibili, affinchè l’evangelista Mac, possa mostrare la Cartella Sistema più pura. Non renderla simile a quella del Billmonio, per non indurci nella tentazione, (di finire nel Winferno). Fai dunque tornare sui nostri schermi, la mitica semplicità e liberaci la RAM Amen


Finito il dovuto attimo di raccoglimento e preghiera, devo però dire che il tutto è stabile e ciò che conta è soprattutto questo.
Con la tavoletta vengono forniti anche un porta penna, il software per il disegno artistico “Painter Classic 1.0.1” e i plug-in in formato Photoshop “PenTools 3.0.1” fatti per sfruttare tutte le caratteristiche delle tavolette Wacom.

  Conclusioni

Ed ora ecco il prezzo: la tavoletta la si può trovare ivata tra il 1.000.000 e 1.200.000; questa è una cifra, a mio parere, commisurata alle caratteristiche, alla qualità e alla dotazione del prodotto.
La nota dolente è invece data dal prezzo degli strumenti: la mia ragazza non me lo ha voluto dire, ma penso che l’aerografo sia costato sulle 300.000 lire!!
Mi sono fatto fare un preventivo per la “Stroke Pen” e mi sono sentito sparare un 180.000 lire più I.V.A.!!!!
Mi sembra strano che questi accessori possano arrivare a tali cifre: proporzionalmente quanto dovrebbe costare la tavoletta, che contiene la vera elettronica?
Forse si è pensato di incrementare i guadagni con margini più alti sugli accessori.
Penso che, di fronte a questi prezzi, la maggior parte degli utenti Wacom si potrebbe accontentare del “semplice” set tavoletta + mouse + penna, che è già in grado di fornire tutto ciò che può servire e forse di più

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