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05 Ottobre 1999  Prova del PowerBook G3 400MHz (Lombard)
Prova di Carlo Caselgrandi

Agli inizi della scorsa estate Apple presentò i nuovi PowerBook G3 (detti anche 101, Bronze Keyboard, Lombard e G3 serie 2).

  Perché questa prova

Qualcuno potrebbe chiedersi il motivo di una recensione di questo modello dopo tanto tempo. I motivi sono due: il primo è che non c’è stata una sola rivista per Mac italiana che abbia fatto una recensione degna di un prodotto così importante. Le riviste del mondo Windows, quando testano un prodotto (anche non tanto blasonato), gli dedicano numerose pagine con tante foto. Le riviste per Mac (nessuna esclusa), invece, si limitano a una o due facciate poco utili per chi si voglia informare sull’acquisto. In questo modo, soprattutto i potenziali acquirenti che arrivano da Windows, si trovano davanti una recensione che dà loro l’idea di un prodotto poco importante.
Per questo motivo intendo scendere in dettagli che potranno risultare scontati agli utenti Apple. A parte la scarsa divulgazione del marchio, la cosa grave sta soprattutto nel fatto che non stiamo parlando di un prodotto qualunque, ma del portatile di fascia alta che Apple ci proporrà per circa un anno! Tra l’altro, nel nostro caso, non si tratta di una tra tante possibilità come può essere nel mondo Windows, ma dell’unico notebook professionale esistente in grado di far girare MacOS e i suoi programmi!
Spero che qualche redazione, che eventualmente leggerà questa recensione, faccia tesoro in un futuro di questa mia osservazione.
Il secondo motivo è che il portatile ce l’ho da solo due settimane

  L'estetica

Iniziamo partendo dal look, aspetto, a mio avviso, da sempre assai curato da Apple, anche quando le sue macchine erano solo di colore beige o al massimo nere (per chi non lo sapesse anche questi colori sono stati introdotti da lei).
Ho letto di molte persone perplesse sul fatto che la macchina non fosse traslucida e/o colorata: ebbene io penso che questo sia sopratutto un vantaggio. Tra l’altro, qualche trasparenza c’è pure sul nuovo PowerBook: l’intera tastiera, il pulsante di sblocco dello schermo, il tasto di accensione, il trackpad, dal quale si nota la griglia sensibile che serve a interpretare il moto del dito, e il relativo bottone per il click. Ciliegina sulla torta è la splendida mela sul dorso: a computer acceso si illumina, fa una bella luce uniforme e intensa che dà la senzazione di una forte fluorescenza bianca.
Altre cose traslucide hanno fatto bene a non metterle, perchè avrebbero appesantito il design linearissimo e sinuoso che caratterizza il portatile. Per quel che riguarda i colori, un portatile deve sporcarsi il meno possibile, quindi, a meno che quelli utilizzati non siano molto scuri, è meglio che sia rimasto di un bel nero satinato. Anche se è molto bello, a me semmai lascia perplesso il bianco di iBook e spero che Apple nei portatili di linea professionale mantenga colori scuri e magari metallizzati (suggerimento personale). Trovo la scelta del color bronzo per i particolari traslucidi azzeccata: infatti si lega bene col nero satinato ed è poco sporcabile.
Il design è dunque, a mio parere, bellissimo: ricalca quello già ottimo dalla vecchia serie, ma grazie all’assottigliamento del case e ad altri piccoli particolari ora è sicuramente lui il più bel portatile al momento in circolazione, detronizzando dal podio il suo "papà".

Elenco di seguito altre differenze estetiche: la melina sullo schermo è stata spostata in alto ed è bianca, abbandonando anche su questa macchina i colori dell’arcobaleno; il led che indica lo stato di stop è stato spostato a sinistra (si capisce che la particolare collocazione di questo led presente in tutti i PowerBook è ragionata, essendo visibile sia con lo schermo alzato che abbassato); sulle parti laterali dell’involucro sono state ingrandite e spostate diversamente le prese di areazione dell’interno; gli adesivi recanti i dati, posti sotto al portatile, hanno quell’effetto olografico a "ondine" che ultimamente è adottato su tutti i prodotti Apple.

  Ergonomia

Veniamo all’ergonomia, ulteriormente raffinata e arrivata alla massima praticità.
Ora la PC-CARD (ce n’è solo una di tipo I o II) può essere espulsa anche col compuer chiuso, grazie a un bottoncino meccanico a fianco; di contro non è più presente l’espulsione via software: evidentemente non si possono avere entrambe le cose.
Lo sportellino posteriore (fondamentale per proteggere dalle impurità e per l’estetica), si abbassa con un meccanismo che trasmette la solita impressione di un ottimo assemblaggio. Come sempre su esso sono riprodotte tutte le icone in corrispondenza dei relativi connettori, per facilitarne il riconoscimento anche quando si guarda il portatile dall’alto. Qui sono racchiuse quasi tutte le connessioni, inclusi i connettori audio in/out e il modem integrato, che nei modelli precedenti era sul lato delle PC-CARD, coperto da uno scomodo sportellino che tendeva ad aprirsi da solo. La presa di alimentazione e l’infrarosso sono le uniche cose che, ovviamente, rimangono scoperte.
Lo schermo si solleva premendo un comodo e molto robusto pulsantone nella parte bassa frontale del computer; la delicata linguetta di sblocco posta in cima allo schermo è stata sostituita da una solida protuberanza che si aggancia al suddetto pulsante.
Sui due lati del frontale sono presenti le leve per la sostituzione della batteria e del CD/DVD: il principio di funzionamento è uguale al precedente, ma ora danno la sensazione di essere più robuste, sono dotate di una zigrinatura che dà al dito una presa migliore, il loro rientro è automatico e si compie in una maniera "soft" molto piacevole.-
La tastiera a 77 tasti è ora più piatta e aderente al case del computer, i suoi tasti sono molto comodi, anche se fanno un rumore un pò secco, forse dovuto proprio alla maggior rigidità della plastica traslucida. Per rimuovere la tastiera si deve far scorrere due piccoli ganci posti in alto e bloccabili con una vite situata dietro allo sportellino del portatile; prima, invece, si era costretti a togliere batteria e CD e andare a tastoni dentro gli alloggiamenti vuoti per toglierla.

Vorrei far notare un particolare che non è assolutamente una banalità: come è da sempre su tutti i PowerBook, la tastiera rimane spostata verso lo schermo, perchè ciò permette ai polsi di appoggiarsi comodamente nelle aree vuote inferiori (questa soluzione è stata di esempio per la maggior parte dei portatili: quando se ne compra uno, specie se si scrive molto, bisognerebbe tenerne conto). Questo lo dico poichè mi è capitato di vedere alcuni portatili Windows con la tastiera spostata molto in basso.
Gli utenti di notebook Windows potrebbero chiedersi il perché dell’assenza sul case di indicatori e controlli sullo stato della batteria, del livello audio, della luminosità ecc… Il motivo sta nel fatto che tutte queste funzioni sono gestite via software dal System: anche gli indicatori di stato delle varie regolazioni o informazioni appaiono sullo schermo con la bella grafica del sistema operativo; questo è uno dei tanti vantaggi che si hanno quando l’hardware e il software sono sviluppati dalla stessa casa.
I tasti per regolare la luminosità dello schermo, il volume e il mute dell’audio sono stati spostati tra i primi tasti funzione.
Il tasto di accensione è rimasto dove era originariamente, tra la tastiera e lo schermo, come pure i diffusori (ho visto portatili Windows con i diffusori piantati proprio sotto i polsi! veramente allucinante!). Devo dire però che la qualità audio degli altoparlanti continua a non essere entusiasmante: questo è dovuto sopratutto alla carenza delle frequenze basse, visto che la potenza è più che sufficiente. Questo lo si nota soprattutto se si paragona il PowerBook G3 al PowerBook 3400, che era dotato addirittura di due piccoli subwoofer.

  Difetti

Una nota dolente riguarda, purtroppo, i piedini di gomma che, almeno sul mio, sono incollati malamente: ne ho già persi due e gli altri due ho dovuto incollarli nuovamente con l’Attak
Eccoci alle dimensioni e soprattutto al peso, che sono stati notevolmente ridotti: all’incirca è alto 4, lungo 32 e profondo 26 centimetri mentre il suo peso è 2,7 Kg! Dopo che avrò descritto la dotazione del portatile, qualcuno potrebbe rimanere scettico sul fatto che possa essere contenuto tutto in queste misure. L’equipaggiamento è infatti sbalorditivo; ad esempio, penso che non esista notebook al mondo con una tale ricchezza di interfacce e questo può anche giustificare la presenza di un solo slot PC-CARD.

  Porte

Lo sportellino posteriore racchiude in ordine: ingresso audio stereo, uscita audio stereo, due porte USB a 12 Mbps, una porta ethernet 10/100, un connettore SCSI a 5 MBps, che può pilotare fino a sette periferiche quali scanner, masterizzatori e via dicendo (ad esempio il mio Yamaha 4416 e stato subito riconosciuto senza fare altro che avviare Toast), una uscita S-Video per collegare VCR, TV o video proiettori, un uscita VGA in grado di pilotare monitor oltre i 20 pollici a 1280x1024 a milioni di colori e la porta del modem interno a 56k; lo sportellino racchiude inoltre un pulsate di reset e la già citata vite per il blocco della tastiera. Fuori è presente l’ormai consolidata porta a infrarossi IrDA che ha un transfer rate di 4 Mbps e che con l’8.6 permette di dialogare con i cellulari dotati di tale supporto (Ericsson e Nokia: sicuramente altre case si aggiungeranno alla lista con il prossimo aggiornamento del System). Il piccolo foro del microfono (ovviamente stereo) sullo schermo, è posizionato in alto e spostato verso la sinistra.
Dunque nell’elenco non appaiono più nè la porta seriale nè la porta ADB, ma ormai penso che nessuno ne sentirà la mancanza.
Sono invece d’accordo con quanti si sono meravigliati dell’assenza di FireWire, tra l’altro creato dalla stessa Apple, ormai adottato da un pezzo sui suoi desktop professionali e diventato uno standard de facto.
Anche io avrei preferito questo tipo di connessione alla SCSI: infatti la porta SCSI in dotazione non ha prestazioni eccelse e l’ethernet 10/100, può tranquillamente sopperire alla funzione "modalità disco SCSI"; è da notare che entrambi questi connettori sono presenti su quasi tutti i Mac da anni e assenti tuttora quasi completamente sui computer Windows compatibili, in special modo sui portatili. Il connettore FireWire poteva dare al PowerBook il primato di prima stazione di montaggio video digitale ultra-portatile senza bisogno di alcuna PC-CARD aggiuntiva… comunque speriamo che sia per la prossima…

Altra probabile mancanza è quella di un connettore audio che, anche con l’aiuto di un eventuale adattatore, permetta di far uscire il segnale del decoder Dolby Digital con tutti i suoi canali; suppongo che questo sia presente all’interno del portatile, visto che lo startup screen del player DVD fa bella mostra del suddetto logo della Dolby. Se qualcuno fosse al corrente di qualcosa al riguardo, sarebbe interessante venirne a conoscenza.
Se il portatile avesse avuto queste due possibilità di connessione avrebbe raggiunto la perfezione assoluta.

  Dotazione

Il portatile ha in dotazione i seguenti accessori: la batteria, il CD col software di sistema (che include anche Fax STF), la manualistica (che per quel che riguarda l’Hardware è anche troppo scarna, visto che non sono menzionati nemmeno peso, misure e ambiente operativo…), l’alimentatore (purtroppo il suo cavo è dotato di un connettore poco diffuso), un adattatore che trasforma il segnale S-Video in video composito, un cavo telefonico con un adattatore tripolare e un "Dispositivo di Riduzione Peso" che altro non è che una scatoletta vuota da inserire al posto del CD/DVD. Questo "dispositivo" personalmente non lo uso, poichè ciò che si guadagna in leggerezza non giustifica la mancanza del CD/DVD, di per sè sempre utile. Manca infine il cavo ethernet, che invece era fornito con la vecchia serie: se dovesse risultare necessario, occorre procurarsene uno.

Ho letto che è possibile adoperare con questo portatile l’alimentatore dell’iBook, che è molto più bello, col cavo avvolgibile e meno ingombrante: appena uscirà ne comprerò certamente uno…
L’unità DVD è 2X (grossomodo corrisponde a un CD 20X), il pulsante per l’espulsione del cassetto è forse un pò troppo rientrante (sicuramente per evitare accidentali pressioni); i dischi DVD hanno uno spessore doppio rispetto ai CD e bisogna abituarsi a premere maggiormente per posizionarli correttamente. La visualizzazione dei film su tale supporto è perfetta, il decoder MPEG integrato nella scheda video svolge un lavoro impeccabile e la qualità dello schermo, tenendo conto del suo spessore, è ottima; sul mio presenta solo una luminosità leggermente più accentuata nel basso. Per ora non ho avuto ancora modo di visualizzare un film su una normale TV utilizzando l’uscita S-Video integrata nel portatile; sarebbe interessante conoscere le impressioni di chi lo avesse fatto.-
Il sottilissimo schermo è un 14,1 pollici che supporta le risoluzioni di 1024x768, 800x600 e 640x480, tutte a milioni di colori. La sezione video del portatile è dunque veramente potente: è infatti dotata di 8 MB di VRAM e ciò consente la gestione di uno schermo esterno molto grande, oltre a permettere di lavorare con una scrivania estesa su due schermi, oppure in duplicazione dello schermo; il tutto avviene sempre a risoluzioni alte: infatti, in questi casi, la VRAM viene condivisa dai due schermi ed ognuno viene gestito da 4 MB di essa. Il chip che gestisce il video è un ATI Rage LT PRO: purtroppo non è veloce come il RAGE 128, ma permette comunque di giocare tranquillamente ad Unreal a 640x480 con tutti i parametri al massimo in modo molto fluido: sicuramente questo è possibile anche grazie al poderoso chip G3 a 400 Mhz, fornito di 1 MB di Cache, settata con un rapporto di 5:2 rispetto al clock del processore (perciò va alla frequenza di 160 Mhz). A questo proposito ho installato il controllo della cache di PowerLogix per portare il rapporto a 2:1 (200 Mhz), senza riscontrare alcun problema: forse sarà aumentato il consumo della batteria o la temperatura del processore (al riguardo non ho ancora verificato nulla).
La motherboard è settata a 66 Mhz, scelta giustificata dalla necessità di evitare un eccessivo surriscaldamento.

  Caratteristiche

Le caratteristiche della sezione video sono ottime, quelle del processore e dell’elettronica sono eccelse, ma quelle del disco non mi hanno entusiasmato tanto. Due le note dolenti: la dimensione di 6 GB è inferiore agli 8 GB del modello top della serie precedente, mentre la velocità dello stesso non è aumentata, se non grazie alle maggiori prestazioni del solito microprocessore G3. Non è certamente una buona strategia di mercato quella di vendere un nuovo modello con caratteristiche inferiori rispetto alla serie precedente! Lo stesso difetto persiste anche nella dotazione RAM; ormai la dotazione standard per le macchine professionali dovrebbe essere almeno di 128 MB e non 64: il top di gamma della serie precedente era venduto addirittura con 192 MB di RAM!! Questo è ancora più assurdo, visto che i 64 MB sono la stessa quantità fornita anche sul modello base.
Comunque è sempre possibile realizzare un portatile "mostruoso". Infatti, parlando sempre di memorie, è possibile installare su questa "workstation da viaggio" ben 512 MB di RAM con due moduli da 256 MB, anche se la casa dichiara che è possibile installarne "solo" 384: in realtà sono usciti nuovi moduli da 256 MB abbastanza piccoli da poter essere inseriti nello slot inferiore.
Per quel che riguarda l’Hard Disk è possibile ordinare tramite Apple Store un disco da 10 GB con un sovrapprezzo (un pò eccessivo) di £ 580.000. Tra l’altro dovrebbero essere già disponibili dischi con capacità fino a 17 GB, abbastanza sottili da poter essere alloggiati dentro il nuovo PowerBook: al contrario, i dischi della serie precedente non possono essere installati sui nuovi modelli, causa l’eccessivo spessore; stessa sorte per i vecchi moduli di espansione (Zip, Floppy, Batterie…). D’altronde, se si vogliono i portatili più sottili e leggeri, non vedo come si possa fare altrimenti; dunque, secondo la mia opinione, questo non è un difetto, ma il frutto di una tecnologia che fortunatamente continua ad evolversi.
Per quel che riguarda il consumo delle batterie, penso che l’unico computer in grado di battere questo gioiello sia l’iBook. Ho fatto un esperimento: regolando la luminosità dello schermo al massimo, disabilitando tutte le opzioni per il risparmio energetico e alzando il volume degli altoparlanti al massimo; poi ho ascoltato un CD Audio in continuazione, in modo da fare andare sempre il laser. In totale la batteria è durata ben 2 ore e 40 minuti! Usando il PowerBook in modo parsimonioso, senza far uso del CD ed abbassando la luminosità dello schermo, ho toccato più volte il limite delle 5 ore dichiarate, anche se la stima del consumo (sulla striscia di controllo dello stato della batteria) forniva ogni tanto dati pessimistici. Aggiungendo una seconda batteria al posto del DVD è dunque possibile raggiungere le 10 ore di lavoro continuativo!! Inoltre è possibile sostituire la batteria scarica mettendo il computer in pausa, senza doverlo spegnere; una batteria interna manterrà i dati in memoria per un minuto, tempo più che sufficiente per effettuare la sostituzione.
Un’ultima caratteristica delle batterie di questi portatili è che, premendo un pulsante posto su di esse, queste mostrano il loro livello di carica con quattro led, anche quando sono estratte dal portatile.

  Valutazione

Come è ormai noto, parte delle prestazioni sul consumo sono dovute anche alla miglior efficenza del MacOS 8.6 fornito col computer. È comunque straordinario che un portatile con chip così potenti, un monitor così grande e un’elettronica così completa abbia una simile autonomia.
Infine eccoci ai prezzi (IVA esclusa): il modello più piccolo costa £ 5.033.000, con processore G3 a 333 Mhz (contro 400), 512 Kb di cache a 133 Mhz (contro 1 MB a 160), CD-ROM 24x (contro un DVD 2X con decoder MPEG) e disco da 4 GB (contro 6); il modello più potente costa invece £ 6.969.000. Il prezzo è molto competitivo e fa in parte perdonare la scarsa dotazione di RAM e la ridotta dimensione del disco, specie se lo si paragona a quello dei portatili Windows. Essi sono caratterizzati da scarsissima dotazione di serie, chip sottodimensionati e dotati di pochissima cache (a causa dell’altissimo consumo e ingombro dei processori Pentium), design pessimo ed ergonomicità non migliore; spesso questi "gioiellini" possono arrivare a costare 13.000.000 di lire e gli unici vantaggi di cui si possono vantare sono: un disco più capiente e un ormai obsoleto lettore di floppy disk (tutte periferiche che con l’aggiunta di 6.000.000 sospetto si possano installare anche sui PowerBook!). Altra cosa che può capitare di vedere, sono alcuni notebook Windows forniti di uno schermo da 15,1 pollici, che si dimostra utile solo nel consumare la batteria ancora più velocemente di quanto già non fanno, visto che alla fine la risoluzione massima da loro supportata rimane la solita 1024x768 (per la quale è più che sufficiente un 14,1 pollici).

In sostanza, tenendo conto anche di questi elementi, i portatili Windows valgono circa un quarto del portatile Apple, visto che la loro velocità è realmente la metà, l’autonomia è molto inferiore, il prezzo è quasi doppio e la dotazione molto più scarna; soprattutto, però, non possono utilizzare MacOS, che è indubbiamente il miglior sistema operativo attualmente in circolazione, sempre più stabile, veloce, personalizzabile e gradevole nell’utilizzo.
Per concludere vorrei aggiungere che l’iBook è certamente un computer bello e rivoluzionario, ma è bene non farsi trasportare dall’entusiasmo della novità: se siete professionisti tenete conto del fatto che Apple offre anche il miglior notebook professionale esistente.

  Conclusioni

Consiglio dunque questo computer a tutti quelli che vogliono acquistare un portatile poiché, per il momento, non esiste nulla di meglio; per avere quacosa di simile, allo stesso prezzo, nel mondo Windows, bisognerà attendere almeno un anno; per chi invece é già utente Mac penso non ci sia bisogno di aggiungere altro. Anzi, sicuramente l’ho tirata anche troppo lunga…

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